L’amore per i quattro zampe spesso non ricambiato dall’umano

Una famiglia su tre possiede un animale domestico

Secondo il rapporto Eurispes 2019, nel 2018 una famiglia italiana su tre possiede un cane o un gatto o comunque un animale. Ad occupare il primo posto tra le preferenze degli animali che fanno parte delle case degli italiani ci sono i cani per una percentuale di circa il 40%.   I padroni di Fido sono attenti all’ alimentazione e al benessere e sono sempre più le persone che decidono di adottare e quindi non comprare il nuovo amico.

Un’indagine del 2018 della LAV, la Lega Italiana Antivivisezione, parla di circa 130mila animali abbandonati ogni ann di cui circa 50mila cani.

Nuvole Bianche in adozione Canile Shardana

Il fenomeno è in crescita durante la bella stagione in periodi legati alle ferie. Nel sud e nelle isole il fenomeno è ancora più presente. Per tanti il cane o il gatto rappresenta durante l’estate un problema. Ecco perchè è importante sensibilizzare e adottare con coscienza il cucciolo che crescerà e scegliere le strutture ricettive in base alle esigenze del nostro migliore amico quello che non ci abbandonerebbe mai e che ci sarà fedele sempre.

In Estate i canili si riempono e i cani spesso resteranno a vita dentro quel box dopo essere passati dal divano di casa. Resteranno la ad aspettare che quella stessa mano che li ha abbandonati vengano a prenderli e portarli di nuovo a casa. Aspetteranno chi non li ha meritati per una carezza o sperando di giocare di nuovo insieme.

Adottate un cane non ve ne pentirete ecco il link al canile Shardana in provincia di Cagliari

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Elisabetta Franchi la moda al servizio degli animali

Nasce la Onlus Elisabetta Franchi la stilista che ama i cani

Fondazione Elisabetta Franchi Onlus

Fondazione Elisabetta Franchi Onlus

Da sempre attiva in prima persona nella difesa dei diritti degli animali, oggi la famosa designer di moda ha incorporato tutte le varie iniziative in un unico progetto: la Fondazione Elisabetta Franchi. Elisabetta Franchi ha intrapreso un percorso sempre più ambizioso di salvaguardia degli animali con diverse tappe. A partire da l’eliminazione delle pellicce dalla sua collezione, poi la piuma d’oca, la lana d’angora e la costruzione e finanziamento dell’ Island Dog Village EF: un rifugio per i cani della Cina vittime delle barbarie del Festival dello Yulin (il famigerato festival della carne canina). Ciao siamo commossi quando a fine sfilata lo scorso anno ha detto NO al Festival di Yulin!

La costruzione di un rifugio a Forlì entro il 2019

Tutte le attività legate alla Onlus di Elisabetta Franchi (che in Sardegna è di casa infatti ha adottato qua alcuni dei suoi cani) saranno rivolte alla costruzione del Rifugio di animali abbandonati e maltrattati che sorgerà a Forlì. La Fondazione Elisabetta Franchi, entro il 2019 darà ai cani raccolti dalle strade rifugio, cure e amore in attesa di una famiglia. Come già detto la collaborazione con Davide Acito che salva i cani dal macello in Asia, porterà l’aiuto della Fondazione fuori dai confini italiani infatti cercherà di contrastare il fenomeno del Dog Meat Trade (il commercio della carne di cane). Uno sguardo attento arriva anche al Sud Italia e alle Isole dove si vive una realtà difficile per gli amici a quattro zampe.

“Non abbiamo bisogno di indossare una pelliccia per la nostra vanità”: la designer da il via ai progetti per i cani

La Fondazione poi si impegna anche nell’aiutare i volontari in difficoltà che aiutano e salvano le vite di tanti animali. E così, con il motto “Non abbiamo bisogno di indossare una pelliccia per la nostra vanità” Elisabetta Franchi da il via ai numerosi progetti in corso.

Elisabetta Franchi ha  sposato la causa di Davide Acito e contribuito alla realizzazione dell’oasi che ogni anno accoglie i cani salvati dal Festival di Yulin. E personalmente ha adottato tantissimi cani, protagonisti delle sue quotidiane Instagram stories e anche del video celebrativo dei 20 anni di carriera: “Grandi amori della mia vita, anime pure e compagni fedeli. A loro che mi hanno aiutato in tutti questi anni di lavori, va il mio grazie“.

Elisabetta Franchi lo scorso anno 20 anni ringraziando i cani

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Umbria, rimborso delle spese dal veterinario per chi adotta cani o gatti

Rimborso spese veterinarie se adotti un cane al canile ma come e dove?

Dal 2018 in Umbria  chi adotta un cane o un gatto   e verte in una condizione di disagio economico o fisico usufruisce di un incentivo per i primi tre anni dopo aver adottato il nuovo membro della famiglia, e potrà rinnovare lo stesso bonus per gli anni a seguire.

Gli ospiti del Canile Shardana Provincia di Cagliari

Chi adotta un cane o un gatto quindi si vedrà rimborsare le spese veterinarie ma attenzione perché il rimborso riguarda anche gli animali che vengono usati per la Pet Therapy.

Così  la proposta politica è  diventa legge  con il fine  di svuotare i canili, diminuire la spesa pubblica per l’ospitalità degli stessi animali nelle strutture e regalare ovviamente l’amore di un cane o gatto a chi altrimenti non potrebbe permetterselo come gli anziani che vivono di pensione.

Sono gli anziani che spesso rinunciano ad un animale da compagnia per paura di incorrere in spese importanti e rinunciando ad un amico fedele, un aiuto psicofisico e l’amore incondizionato.

Lui mi capisce e mi fa sentire bene

Questo è un provvedimento che dovrebbe essere portato avanti in tutte le regioni d’ Italia.

Intanto a Roma, il Comune ha già attivato un servizio che prevede cure veterinarie gratuite per chi possiede un cane o un gatto, è residente nella Capitale e ha un reddito ISEE non superiore a 15mila euro. Per richiedere le cure gratis per il proprio animale è sufficiente presentare la domanda e la documentazione presso il dipartimento Tutela ambientale: si otterrà così l’indirizzo del veterinario al quale rivolgersi. Possono richiedere il servizio anche i titolari di pensione sociale, i cittadini non vedenti con cane conduttore e le associazioni no profit impegnate in progetti di pet-care certificati presso ospedali, centri recupero, case famiglia protette.

Ecco perché sterilizzare non è contro natura!

Nel 2018  la Regione Sardegna tramite un bando a sportello, stanziò dei fondi per la sterilizzazione gratuita di cani di proprietà e dei cani rurali per i padroni che non superassero i 20 mila euro di ISEE. Le associazioni che parteciparono furono 40.

Oggi adottando un cane in un  canile sito nella regione Sardegna,  la ASL di competenza  si impegna a sterilizzare  gratuitamente il cane e ad applicare sempre gratuitamente il microchip.

Cane e Gatto chi l’ha detto che non si può? Foto di Shardana Canile

Molti i canili che di loro iniziativa come il Canile Shardana e Canile Sanitario Cave Canem in provincia di Cagliari, si occupano di vaccinare gratuitamente i cuccioli, regalare lezioni gratuite presso il centro cinofilo e regalare buoni sconto per cibo e toelettatura.

All’interno del canile Shardana, l’associazione Amici del Branco è attiva con aiuti economici verso gli adottanti dei cani e gatti del reparto degenza come per esempio, l’acquisto di medicinali e dei carrellini per i cani che non hanno autonomia nel muoversi.

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Vestire i cani si o no?

In questi giorni freddi invernali con temperature da brivido ci sono i cani randagi e ospiti dei canili che versano in grosse difficoltà. Tante le richieste e gli appelli dei volontari lanciate sui social o attraverso i banchetti per recuperare coperte vecchie per tenere al caldo i tanti cani e gatti ospiti dei canili e gattili. Ci sono loro i più sfortunati che aspettano una famiglia che il più delle volte non arriverà mai. Cani anziani e  adulti  e ancora tanti   cuccioli abbandonati dentro box spesso freddi e piccoli. Cercate il canile più vicino a voi e donate le coperte che non vi servono più cosi’ da scaldare il loro cuore e adottate non ve ne pentirete.

Se da una parte ci sono i cani e gatti dimenticati dall’altra ci sono i nostri cani domestici e sempre più umanizzati e viziati . Il nostro cane soffre il freddo? E’  davvero necessario vestire Fido con   maglioncini colorati, tutine e cappottini, sciarpe e accessori?  Vestire i nostri amici è un capriccio dei padroni o una necessità?

C’è chi storce il naso a vedere una moda che sta impazzando un po’ in tutto il mondo dove passeggini, copertine e accessori fanno parte del “corredino” del cucciolo di casa…poco importa se pesa 40 chili e ha 10 anni per i padroni è sempre il loro bambino. C’è chi pensa che madre natura abbia donato a loro un pelo adatto per sopravvivere a tutte le temperature ma gli specialisti affermano che i vestiti per cani sono necessari per riparare il nostro amico a quattro zampe solo in casi particolari come:

  • Cani dal pelo corto e poco abbondante
  • Cani anziani e cuccioli ovviamente più sensibili alle temperature
  • Cani che tremano quando non sono in movimento

Esistono tra le varie razze, cani che dispongono di uno strato di sottopelo più spesso, perchè si sono adattati, nella loro evoluzione, a temperature più rigide, a dispetto di altri, che vivendo in ambienti meno freddi, sono dotati di un pelo meno folto altri invece come cani che hanno origini messicane come i Chihuahua o che arrivano da paesi caldi che hanno proprio la necessità di stare al caldo.

Oltre ai vestiti i cani hanno accessori e scarpette, camicie, foulard, cappellini e mantelline impermeabili, accessori per capelli, gonne che di certo non sono necessari in inverno per tenerli al caldo ma attenzione senza ridicolizzarli e mascherarli anche per il vicino carnevale!

 Il nostro consiglio è quello di non esagerare  nel seguire la moda ma la soluzione ideale è   quella di avere a disposizione  sempre  almeno un maglioncino di lana e un cappottino antipioggia e soprattutto pensate a chi non è fortunato come il vostro amico e donate al canile più vicino tante coperte calde

Il caso Chiusura Rifugio Tana di Bau

In queste ultime settimane, si legge un pò in tutte le testate on line e cartacee della notizia riguardante la chiusura di un rifugio sito a Quartu Sant’ Elena un Comune sardo in provincia di Cagliari. I tormentoni solitamente, avvengono d’estate invece eccone uno in piena regola e in pieno inverno! E’ curioso vedere e sentire un po’ ovunque questa storia che a dire il vero non si è ancora capita bene. Pare che una donna, responsabile di un canile non possa partecipare alla gara indetta dal comune perché non in possesso dei requisiti richiesti…. ma il messaggio che passa da parte sua come si può verificare attraverso interviste concesse e pagine social da lei gestite assomiglia alle peggiori delle favole con un dirigente comunale cattivo che vorrebbe deportare, così come scrivono i simpatizzanti della Onlus i cani in altri canili che a detta sempre degli stessi (pur non sapendo dove andranno) non all’altezza di far star bene i cani e un’ eroina che dovrà scontrarsi con la burocrazia per salvare i suoi ospiti ovvero i 130 cani e gli 80 gatti.

Come tutti gli animalisti e amanti degli animali anche noi indignati abbiamo cercato di capire il perché un comune importante come questo abbia intrapreso questa strada. Tra petizioni on line volute dai simpatizzanti della onlus e post al vetriolo sui social con conseguente botta e risposta tra il sindaco e la responsabile che gestisce il rifugio (erroneamente etichettato come Canile Sanitario nelle varie testate che riportano la notizia), abbiamo cercato di capire il motivo di questo sconcerto su facebook e mobilitazione da parte dei volontari e animalisti.

Per chi non ne fosse a conoscenza partiamo dal principio. La Bau Club è una cooperativa, una onlus che in seguito ad una regolare gara d’appalto indetta anni fa dal Comune in oggetto e ora in scadenza, gestisce il canile di Quartu Sant’ Elena Tana di Bau. Oggi, alla scadenza del bando di gestione, la Tana di Bau ospita circa 130 cani ed 80 gatti. Il canile sorge in una struttura che secondo i parametri del comune e la legge nazionale non sarebbe a norma, in oltre, la stessa struttura non è di proprietà del comune. Il comune di Quartu Sant’ Elena (terza città della Sardegna per numero di abitanti) ha due convenzioni in essere una con il canile sito a Selargius, paese che dista pochi chilometri da Quartu Sant’ Elena che ospita circa 300 cani che arrivano dal territorio in questione mentre l’altra convenzione è proprio con la Bau Club.

Mancano I requisiti per partecipare

La Bau Club Onlus ad oggi non rispetta quelli che sono i parametri per accedere e partecipare alla gara e quindi non potrebbe concorrere per l’aggiudicazione della stessa per il ricovero e la gestione dei cani del territorio ne è sicuro il comune che invita la Onlus a partecipare se ritiene di averne le caratteristiche. Sui social della responsabile della Tana Di Bau e sui giornali si legge di “Deportazione” di cani in altri canili messaggio più volte lanciato e condiviso da migliaia di utenti ma il comune smentisce e replica chiedendo una struttura adeguata e a norma. Oggi si legge indignazione da parte dei quartesi pronti a manifestare contro il trasferimento e il ricovero fuori città però la domanda che in tanti si fanno la rivolgiamo anche a voi; ci sono 300 cani da anni fuori dal territorio di Quartu ospiti del Canile di Selargius perchè solo oggi ci si indigna? Del resto neanche questo canile tra l’altro fiore all’occhiello in Italia di una gestione privata per Assocanili e per la regione si trova nel territorio di competenza e anche questo ultimo come previsto dalla legge alla scadenza della convenzione dovrà se vorrà partecipare al bando.

Quanto costa al comune di Quartu la Gestione dei canili
Il comune sardo ha in essere una convenzione con due strutture che sono rispettivamente la Tana di Bau e il Canile di Selargius. Solo alla Tana di Bau vanno 190 mila euro circa per un periodo di 18 mesi ma non solo, infatti, il comune paga anche la gestione della Tana di Bau spendendo per: luce, l’acqua, telefono, spese veterinarie

Il Bando Pubblicato sul sito del comune:

Il bando che l’amministrazione ha pure pubblicato sul proprio sito è ineccepibile. Vengono rispettate tutte le norme richieste dal benessere animale, e cosa non meno importante la gara non è al ribasso e i requisiti per partecipare sono appunto a norma di legge come da disposizioni nazionali e non del comune.

La polemica:

Restando a ciò che viene pubblicato si trae una sola conclusione: Chi ha i requisiti partecipa chi non li ha non puo’ farlo sempre per tutelare gli animali e il loro benessere. La mancata gara al ribasso permette quindi di non risparmiare sul cibo o cure veterinarie e di questo diamo atto al comune di Quartu Sant’ Elena permettendo a chi quindi gestisce una struttura comunale dalla quale percepisce un pagamento di non chiedere aiuti extra come donazioni dai privati. Nella provincia di Cagliari sembra non ci sia pace per le amministrazioni comunali proprio lo scorso anno sono stati tanti i comuni che hanno lanciato un bando “svuota canili” pagando una somma da 500 a 1000 euro a cane a chi avesse appunto portato via un cane dal canile. Tra le associazioni partecipanti c’era anche la Bau Club che aderì portando via dal Canile convenzionato diversi cani ospiti e integrati nel branco. La domanda è: ci si preoccupa davvero del benessere degli animali o la priorità sono i mancati finanziamenti? Ci auguriamo solo il bene per questi animali indifesi sperando di aver chiarito ciò che sta accadendo in provincia di Cagliari al Comune di Quartu Sant’ Elena. La percezione è che si stia strumentalizzando una normale procedura di un Comune.

Alleghiamo la gara pubblicata sul sito del Comune di Quartu Sant’ Elena così da permettere a tutti di approfondire http://www.comune.quartusantelena.ca.it/bando.php?id=557